Body of Knowledge

IL NOSTRO BOK (BODY OK KNOWLEDGE)

Le conoscenze , i metodi , le teorie cui ci ispiriamo nell’azione quotidiana, che riteniamo generatori di valore per i nostri clienti. In 25 anni di lavoro con le aziende abbiamo imparato a miscelare sagacemente queste conoscenze per renderle ancora più efficaci.

THEORY OF CONSTRAINTS

DYNAMIC PROCESS MODELING

DDMRP

VENDERE :ARTE MAGIA INGEGNERIA

THEORY OF CONSTRAINTS

La Theory of Constraints (TOC) o Teoria dei Vincoli è una teoria di sistema che fornisce soluzioni e strumenti per generare valore attraverso la gestione ed il superamento dei fattori che limitano la crescita delle organizzazioni, i constraints.

L’impresa è concepita come un sistema complesso, composto da processi interdipendenti e correlati tra loro; il funzionamento dell’intero sistema è governato da pochi fattori, i constraint o vincoli, che ne determinano la prestazione. I constraint diventano le leve su cui agire per controllare il sistema e orientarlo al raggiungimento dell’obiettivo.

«Il constraint di un sistema è quella cosa che detta il ritmo al quale tutto il sistema consegue “unità di obiettivo”».

La procedura base per i vincoli di risorsa: i 5 passi di focalizzazione e le sue declinazioni

Passo 1 – identificare il/i vincolo/i del sistema

Identificare significa che si ha già un’idea di quali siano i fattori limitanti le performance del sistema; in questo passo non è importante avere una lista di vincoli basata su qualche priorità, la lista dei candidati è molto molto breve, prima o poi dovremo confrontarci con tutti.


Passo 2 – decidere come sfruttare il vincolo

Poiché il vincolo è il fattore che limita le performance, non ci rimane che decidere come spremere dal vincolo tutto quello che può dare. Sfruttare è quello che si deve fare, nulla di più nulla di meno. E se il vincolo è esterno, ovvero è il mercato (abbiamo abbastanza capacità, ma non
abbastanza ordini?), allora sfruttare significa fare tutte le consegne in tempo, non basta il 99%, ci vuole il 100%. Cosa succede a tutti gli altri componenti del sistema?

Passo 3 – subordinare tutto il resto alla decisione presa al passo 2

Il ruolo di una risorsa non-vincolo è assicurare che il vincolo lavori nel modo migliore possibile massimizzando il throughput. Ciò significa che tutti i processi e le interdipendenze del sistema devono essere disegnati per ottimizzare il lavoro del vincolo. A questo punto siamo sulla strada giusta, ma non basta.

Passo 4 – elevare il vincolo

Elevare significa aumentare la capacità del vincolo. Tutto quello che si poteva fare per ottimizzare il sistema è stato fatto, per incrementare il throughput è necessario elevare il vincolo (che può voler dire più macchinari, più persone, ecc.).


Passo 5 – Se nel passo precedente il vincolo è stato rotto ritornare al passo 1

Questo passo è fondamentale per non farsi prendere dall’inerzia, ovvero non permettere che l’inerzia diventi il vincolo del sistema.

DYNAMIC PROCESS MODELING

Il tempo, come nella vita anche nell’analisi di processo, è un fattore determinante e che quindi deve essere considerato.

Quando parliamo di processo, parliamo di interdipendenza di attività (l’attività X deve essere eseguita prima dell’attività Y) e di flusso (prodotto o servizio) che “attraversa” le attività.

Un esempio pratico potrebbe essere la trasformazione di un semilavorato in un prodotto finito attraverso una serie di operazioni (attività).

Osserviamo quindi che esiste un flusso (di materiali) che si muove da un punto (A) ad un punto (B) all’interno dell’area produttiva.

Ë proprio qui che il fattore TEMPO entra pesantemente in gioco. Abbiamo il tempo che il semilavorato impiega per poter diventare prodotto finito (PLT o tempo di attraversamento). Il tempo che le diverse attività (operazioni) impiegano nella lavorazione del materiale. Il tempo delle code e delle attese prima che il nostro materiale possa essere lavorato nelle diverse operazioni.

Prodotti differenti potrebbero tranquillamente avere tempi differenti nell’esecuzione di un’attività specifica e/o avere diversi percorsi di instradamento per poter diventare prodotti finiti.

Come fare quindi ad analizzare tutti questi fattori contemporaneamente al fine di migliorare le performance del nostro sistema?

La risposta risiede nella MODELLAZIONE DINAMICA DI PROCESSO, dove oltre al tempo, alle code, alle diverse performance delle attività, ai diversi percorsi di instradamento e logiche decisionali, è possibile considerare anche la logica di allocazione delle risorse (persone e/o macchinari necessari per eseguire una specifica attività), ed i limiti di capacità delle diverse attività.

DDMRP

Il DDMRP è un metod o attraverso il quale possiamo modellare, pianificare e gestire la supply chain proteggendo e promuovendo il flow di materiali e informazioni rilevanti, grazie al posizionamento e alla gestione di buffer di stock collocati in punti strategici di disaccoppiamento.

Il DDMRP combina aspetti caratteristici del Material Requirements Plann ing (MRP) e del Distribution Requirements Planning (DRP), facendo propri anche aspetti fondamentali degli approcci Lean e TOC (Theory of Constraints) come la visibilità e le logiche pull.

Position, protect e pull queste sono le tre parole che sintetizzano al meglio tutta la metodologia, senza però dimenticare il flow, base portante e scopo ultimo di tutte le operazioni.

 

VENDERE ARTE MAGIA INGEGNERIA

Attingendo a apporcci innovativi e intuivi, elencarli porta via molto psazio, ctiamo solo i pù importanti: Oceano Blu, Mafia Offer, Spin Selling, Success, Viable Vision abbiamo sviluppato un nostro metodo, riconsociuto anche a livello internazionale, nonchè alla portata delle PMI per rimodellare l'intero processo di marketing e commerciale. I capisaldi della rimodellazione:

BACK TO BASIC – la piramide di Maslow, the VOICE (of customer)

Sul concetto di MERCATO – la teoria felicità economica di Bonder

Sul concetto di VALORE (OE, Tput, Inventory)

il CONFLITTO  come sorgente  di plus VALORE – i conflitti aziendali, siamo disegnati così  - il Responsabile Acquisti come Jessica Rabbit -

CONSTRAINT: limite da governare o da superare

WIN WIN – conciliare breve, medio, lungo (tempo, spazio, massa)

UDEs – sono come i porcini, bisogna imparare a riconoscerli, imparare a cercarli raccoglierli e “cucinarli”.